Pochi luoghi al mondo raccontano così tanti secoli in un colpo d'occhio. Sotto Navona49 c'è ancora il primo stadio in muratura di Roma, sopra il quale la piazza ha cambiato pelle mille volte: mercato rinascimentale, salotto barocco, lago d'estate, palcoscenico di oggi. Una linea storica lunga duemila anni — e tu ci dormi sopra.
L'imperatore Domiziano inaugura nell'86 d.C., in Campo Marzio, il primo e unico stadio in muratura della Roma antica. Lungo 265 metri, largo 106, con una curva a nord e un lato rettilineo a sud, può contenere fino a 30.000 spettatori. Nasce per ospitare il Certamen Capitolinum, le gare quinquennali in onore di Giove modellate sui giochi olimpici greci: atletica, lotta, pugilato, pancrazio, ma anche poesia e musica.
I giochi si chiamano agones: da qui, attraverso i secoli, il nome di Navona.
Con la fine dell'Impero, le gare si spengono e lo stadio cade in abbandono. Per secoli i suoi blocchi di travertino e i mattoni vengono smontati come cava per costruire chiese e palazzi della Roma medievale. Lo stadio scompare alla vista, ma la sua forma resta scolpita nel terreno: gli edifici nuovi sorgono sulle gradinate, e ne ricalcano il perimetro allungato.
Alla fine del Quattrocento, sotto papa Sisto IV, il grande mercato di Roma viene trasferito dal Campidoglio sullo spazio dell'antico stadio. La piazza prende ufficialmente vita pubblica: banchi, carri, voci. Per la prima volta dopo mille anni, l'agone torna ad essere un luogo d'incontro al centro della città.
Nel pontificato di Innocenzo X (1644–55), la famiglia Pamphili trasforma Piazza Navona in uno dei capolavori del Barocco romano. Il Palazzo Pamphili si affaccia sulla piazza; al centro, nel 1651, Gian Lorenzo Bernini inaugura la Fontana dei Quattro Fiumi, sormontata dall'obelisco di Domiziano. L'anno dopo si pone la prima pietra di Sant'Agnese in Agone (Rainaldi, Borromini): la piazza diventa quella che il mondo conosce.
Per oltre due secoli, ogni sabato e domenica d'agosto, Piazza Navona si trasformava in un lago. I sifoni delle fontane venivano chiusi, l'acqua sommergeva il selciato concavo voluto da Innocenzo X, e il popolo romano si rinfrescava: carrozze dei nobili a guadare l'acqua, ragazzi a tuffarsi, dame e cardinali a fare festa nei loggiati.
Una tradizione amatissima, immortalata nelle vedute di Pannini e Vasi, durata fino al 1866 quando il selciato venne livellato.
Dal 1872, la notte tra il 5 e il 6 gennaio, Piazza Navona si trasforma nella grande fiera della Befana. La fiera, fino al 1871 ospitata in piazza Sant'Eustachio, viene trasferita qui all'indomani della nuova pavimentazione e dell'arrivo dei lampioni a gas: lungo il marciapiede centrale si allineano 120 casotti di legno identici, con il tetto in zinco. La piazza diventa un caleidoscopio di luci, voci e dolci.
Da allora ogni Epifania, attorno alla Fontana del Bernini, tornano le bancarelle di giocattoli, dolci e calze, le mele caramellate, lo zucchero filato e il carosello dei cavalli. È la festa che i romani regalano ai loro bambini — e che da oltre 150 anni colora la piazza che hai sotto le finestre.
Soggiorno in Befana: dormire qui significa vivere la festa dall'interno, quando la piazza torna a essere quella dei romani.
Oggi Piazza Navona è il salotto barocco del mondo, attraversato da milioni di passi ogni anno: il mercatino di Natale, la fiera della Befana il 6 gennaio, le serate d'estate sotto la Fontana dei Quattro Fiumi. Navona49 occupa un palazzo rinascimentale, più volte ristrutturato nei secoli, costruito esattamente sopra lo Stadio di Domiziano. Salendo verso le suite, dalla finestra dell'androne dell'ascensore puoi affacciarti sui resti dell'antico stadio. Una linea storica lunga duemila anni — e tu la attraversi tutta in una rampa di scale.
A sinistra, il punto esatto dove oggi sorge Navona49 al tempo dello stadio imperiale. A destra, lo stesso punto oggi: la piazza che il mondo conosce.
Confronto archeologico: lo Stadio di Domiziano e Piazza Navona oggi.
Ricostruzioni, stampe e vedute storiche di Piazza Navona — © rispettivi autori. Pubblicate a scopo illustrativo e di memoria storica.
Affacciandoti dalla finestra dell'androne dell'ascensore di Navona49, incontri la curva di un'epoca: le pietre dell'antico stadio, conservate sotto il livello stradale, parlano ancora la lingua di Roma imperiale.
Le suite di Navona49 ti accolgono sopra lo stadio di Roma antica, affacciate sulla piazza più bella della città.
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